La paura è un campo aperto, a volte troppo, senza terrapieni naturali o artificiali che si ergano a protezione dagli imprevisti. Paura e imprevisto sono parenti, stretti da una genealogia ambigua, multiforme che genera tabù. Tra questi il più occulto da affrontare è la paura dei bambini. Un bambino che ha paura fa crollare l’illusione del buon tempo che spetta alla sopravvivenza di specie. Se una bambina, un bambino inciampano sulla zolla più scura della paura, difficilmente se ne libereranno scrollandosi la polvere di dosso. Se solo apriamo il catalogo degli spaventi, quelli brutti, che iniettano un succo denso dentro lo spazio che dovrebbe essere solo regno di gioia e scoperta, troviamo tanti nomi che vanno dalla paura all’angoscia.
Qui, nel numero di Dromo dedicato alla paura, proponiamo due testimonianze che hanno a che fare con l’esperienza della malattia dei bambini in cui loro stessi si esprimono, semplicemente accompagnati da adulti.
Uno è un video nato da disegni fatti da 60 bambini greci, ciprioti e italiani durante il periodo della pandemia da Sars-Covid 19, a cura di Alexandra Zambà e Nefeli Misuraca. Qui gli adulti si ponevano in ascolto, trasformando in oggetto – il video- le paure espresse con i disegni, rendendole quindi visibili, organizzabili. Ve lo proponiamo come ricevuto dalle autrici.
Il secondo contributo è la forma audio di un libro, “Punto e virgola”, nato in un contesto delicato, quello di un ospedale pediatrico, sempre a ridosso dell’epoca pandemica.
Ci si chiedeva di come aiutare i bambini ad affrontare le perdite ma ci si rese anche conto che difficilmente si aveva il coraggio necessario per aiutarli a relazionarsi con lo spettro di una malattia grave, forse esiziale.
Cliccando a destra potete ascoltare l’audiolibro; a questo link invece, i dettagli e i crediti relativi all’iniziativa: https://www.dromorivista.it/punto-e-virgola-laudiolibro/






