“Una storia criminale del mondo” – di Eugenio Raùl Zaffaroni

N. 2 -

Anno 2025

Come hanno fatto i paesi europei, in tempi diversi e a vario titolo, ad imporsi con gli eserciti, la religione, l’economia, la lingua in tanta parte di mondo?

Eugenio Raùl Zaffaroni vanta una lunga vita di studio, elaborazione teorica e impegno politico. Tra i molti incarichi che gli sono stati affidati, è stato membro della Corte Suprema Argentina dal 2003 al 2015; successivamente ha operato all’interno della Corte Interamericana dei diritti umani. Le sue opere hanno, tra l’altro, l’obbiettivo di esaminare i temi fondamentali della scienza penale in relazione alle concrete condizioni storiche che ne consentono l’applicazione. Nel corso della sua carriera in alcuni casi è stato chiamato a contribuire alla stesura delle norme che regolano le grandi organizzazioni internazionali, sempre attento a correggere lo scarto tra i principi ispiratori e la reale capacità di intervenire a dirimere conflitti e contraddizioni. Certamente è risultato spesso un personaggio scomodo tanto da suscitare le critiche dei media e di quei politici poco disposti a misurarsi con una lettura poco diplomatica della realtà dei fatti.

Le sue analisi si fondano su indagini storiche ampie e documentate, ma le valutazioni si radicano nello spessore filosofico ed etico della sua visione che implica un’onestà intellettuale difficilmente praticabile da chi si occupa della cosa pubblica.

Il volume in oggetto ripercorre con sintetica rapidità le fasi salienti che gli attuali stati del mondo hanno attraversato dalla scoperta dell’America ad oggi in relazione alla storia della colonizzazione. Esamina tale processo soprattutto dal punto di vista dei colonizzati, parliamo quindi della parte più estesa del pianeta: il continente americano, l’Africa, parte dell’Asia e dell’Oceania.

Come hanno fatto i paesi europei, in tempi diversi e a vario titolo, ad imporsi con gli eserciti, la religione, l’economia, la lingua in tanta parte di mondo?
Come è stato possibile annientare intere civiltà?
Come e quando sono stati commessi soprusi, abusi o veri e propri genocidi?
Superiorità culturale e tecnologica?

Certamente le storie sono diverse e assai complesse perché affondano nelle dinamiche sociopolitiche dei singoli e diversi stati, sia quelli colonizzati che in quelli colonizzatori.

Ma c’è un unico dato che sembra attraversarle tutte: l’uso del terrore come strumento di governo. Strumento applicato con successo e nel plauso dei paesi colonizzatori che hanno premiato con cariche onorifiche e monumenti proprio i responsabili di scelte criminali.

Se si pensa che tra il 1800 e il 1914 l’estensione, a diverso titolo, del potere europeo sulla superficie del pianeta passò dal 37% all’85%, si capisce come lo strutturarsi del capitalismo sia stato possibile grazie all’ampliarsi del colonialismo e del conseguente utilizzo di manodopera e risorse a buon prezzo. Tutto ciò è stato possibile generando e amplificando la paura innestata nel naturale istinto alla sopravvivenza. L’eroismo anima talora alcuni individui, ma il terrore è strumento efficace sulle masse di ogni latitudine.

Tale processo, oltre a schiacciare le popolazioni colonizzate, è diventato contemporaneamente strumento di sottomissione anche per le classi sociali subalterne europee che, con coscienza variabile, contribuivano alla crescita dei capitali e della borghesia industriale.

Zaffaroni parla di un patrimonio criminale dell’umanità che la disinformazione minimizza e occulta, nega e razionalizza. Un “patrimonio” che vittimizza intere culture attraverso la subumanizzazione che diventa di fatto una deumanizzazione. Patriarcato, razzismo e indifferenza giuridica sono stati gli strumenti passe par tout sia del colonialismo tradizionale che di quello finanziario attuale il quale – asettico ed invisibile – condanna all’impotenza e alla paura del futuro intere masse. Sono proprio le masse di quei popoli che hanno vantato la propria superiorità. Una nemesi storica?

Nel corso dei secoli, nonostante la repressione feroce messa in atto e spesso premiata, talora le forme di resistenza si sono evolute: ecco che la guerriglia e la ribellione individuale possono generare la forza consapevole di popoli in armi. Sono i casi in cui l’occupazione diretta da parte di paesi colonizzatori si è rivelata troppo costosa e quindi non più conveniente. Plateali i fatti d’Algeria, dell’India e dell’Indocina.

La formazione della coscienza giuridica dei diritti umani sembrava inaugurare il superamento definitivo di una fase storica.

Ma la paura ha assunto una nuova forma.

Ecco che il tardo colonialismo finanziario attuale sta generando quello che Zaffaroni chiama genocidio goccia a goccia. Di quali strumenti giuridici dispone attualmente il mondo per porre un freno alla violazione dei più elementari diritti umani?

“Certamente le violazioni dei diritti umani proseguono. Ma anche la resistenza culturale, e con essa la lotta per conferire efficacia al sistema internazionale dei diritti umani… ma soprattutto è apparsa una nuova ‘persona’: la natura la cui presenza mette in crisi l’antropocentrismo. Non ascoltarla equivarrebbe al suicidio della specie umana.” (pag. 207)

Sono diritti non umani che ci impongono un nuovo modo di dover essere.

“La cieca stupidità non pensante e suicida oggi combatte contro i diritti umani attraverso l’idolatria del mercato. La sua volgare meritocrazia e il suo perverso negazionismo ambientale vogliono convincerci che siamo enti senza alcun limite etico, determinati a trasformarci in felici transumani cosmici, sebbene nel frattempo dobbiamo limitarci a strisciare come esseri interamente votati alla mera accumulazione di denaro, ridotti a numeri su un computer” (pag. 208).

È l’ultimo crimine che l’umanità si trova a dovere affrontare?

Forse solo la paura può suggerire un modello nuovo di resistenza.

...è apparsa una nuova ‘persona’: la natura la cui presenza mette in crisi l’antropocentrismo. Non ascoltarla equivarrebbe al suicidio della specie umana.

 
 
 
Anno edizione: 2025
 
 
Collana: i Robinson / Letture
 
 
ISBN: 9788858157435
 

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