Poesie

Ci parlano i morti in segreto Ci parlano i morti in segreto. Con sogni, con vento tra i pini, sussurrano frasi nascoste e il loro respiro scompone i passi consueti. A volte è un sentiero da dove recapita un falco il messaggio e quella severa distanza, turbata da un’algebra ignota s’imprime in un punto del […]

“Poesie”

Come possiamo riprometterci umani? Una geniale cecità in groppa a droni mescola Reality, torti e ragioni statistiche di cadaveri, merletti e rossetti, bandiere e croci. Nei cimiteri orrori ed errori, benedetti e assolti. Sangue lascivo scivola intanto su crolli, detriti, volti, gambe, mani con fabbriche di armi da cornice a bocche spalancate di case, accampamenti, […]

I-II-III Poesie

I II III * Il testo II è dedicato al poeta Anthony John Robbins. Giuseppe Caracausi vive a Palermo dove è nato il 29.05.1953

“4 POESIE”

Per interrogare attraverso la poesia il tema della rivista “Saremo l’inferno che ci state lasciando”, abbiamo ospitato i testi di tre autori che fanno una ricerca agganciata al presente in cui esistono. Il loro presente non è solo attualità, ma densità di azione, osservazione, trasformazione. Sacha Piersanti, Carola Allemandi e Giansalvo Pio Fortunato hanno cifre […]

“POESIE”

Il bimbo e l’abisso “Se la carriola dell’irredenzione avesse un ruolo nell’oblio, l’alba triterebbe il pensiero fino a renderlo uno sfregio sul volto della carne arsa e lì, lì la mimesis declamerebbe l’Alleluia dalle iridi tinte dell’infinito baipassato.” – già sonorizza il bimbo con le dita all’ombra della luna. “L’abisso ha la voce della vita […]

“Saremo l’inferno che ci state lasciando”

Tocchi a sforzo con la pianta la terra. Sotto scialbi filari di cemento si annida il delirio di agosto, e va via: con semplicità. Così i colori qui dinnanzi si separano viaggiando in qualcosa d’irriconoscibile; il viso di un altro giorno ignoto da fraintendere. E senza croci s’apre il gesto da lontano di un arbusto […]

“Quando mi chiederanno cosa ho fatto”

da “L’uomo è verticale”, Roma, Empirìa 2018 Questo è puntualmente quello ch’io voleva dire. Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Quando mi chiederanno cosa ho fatto durante tutta la mia vita, farò finta di pensarci, con le mani a conca d’acqua che trattengano la pancia, la difendano – ci provino! – […]

“I Campi”

(inedito) Tornerete ai campi, alle vertebre del mondo, alla sua spina di polpa senza succo, alla rovina di mani, gole e troppa sete, tornerete ai crampi, alla fame ai lupi a divorarvi per sopravvivere, per vivere davvero finalmente, a sfarvi e ricomporvi, tornerete ai campi di sterminio e nessuno di voi saprà chi è stato, […]