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Se il flusso del vissuto, dal più banale al più avventuroso, non fosse accompagnato dal continuo lavorio della memoria, individuale e collettiva, il nostro agire finirebbe per paralizzarsi

Carlo Socco

Dromo vuole essere un luogo di osservazione la realtà, soprattutto per cogliere le trasformazioni in atto nella società dal punto di vista di chi esercita, in vari ambiti, le professioni di cura.

La nostra rivista non vuole essere solo una voce che propone spunti per un “terzo pensiero”, ma anche un orecchio pronto ad ascoltare riflessioni, commenti, prospettive di chiunque sia interessato a condividere con noi questa avventura.

Abbiamo quindi sentito l’esigenza di creare uno spazio virtuale per raccogliere, in qualunque forma (scritta, visiva, sonora, grafica…), le testimonianze che vorrete inviarci, ispirandoci a fertili esperienze di costruzione di “archivi della memoria” quali quelli dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e della Libera Università di Autobiografia di Anghiari.

Invitiamo dunque chi ci legge a inviarci contributi sui temi che verranno via via suggeriti, scrivendo a questo indirizzo: redazione@dromorivista.it

Il primo spunto ci è suggerito dal periodo eccezionale in cui è nata questa rivista, segnato da trasformazioni della vita quotidiana improvvise e in qualche misura inimmaginabili, legate alla pandemia da Covid-19 e alle misure di contenimento adottate. La sensazione di trovarsi immersi in un momento storicamente unico ha già ispirato notevoli progetti artistici e creativi, come “Instant Corona”, nato alle prime avvisaglie di contagio in Italia, che ha coinvolto su base volontaria quasi un centinaio di professionisti dell’audiovisivo attivi a Milano (registi, filmmaker, autori, fonici, compositori, musicisti, colorist, d.o.p., …) e ha portato alla realizzazione del film collettivo “La prima onda”.

Il protrarsi dell’emergenza sanitaria invita tutti noi ad ampliare e approfondire l’osservazione, come abbiamo provato a fare nel primo numero della rivista Dromo. Aiutateci a registrare i cambiamenti che stiamo vivendo nelle relazioni interpersonali, comprese quelle di cura, nella socialità, nei luoghi e nei ritmi di vita di tutti noi, inviandoci i vostri contributi.